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Tra vecchio e nuovo. In cammino nei Campi Flegrei

Tra vecchio e nuovo. In cammino nei Campi Flegrei

Tradizione di famiglia alla Pizzeria I Condurro

Autore: M.Carillo/venerdì 8 aprile 2016/Categorie: Territori , Campania

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Serata all’insegna del buon gusto e cordiale accoglienza nella nuova Pizzeria-ristorante da Michele I Condurro di Via Caio Duilio, 26 all’uscita del tunnel di Fuorigrotta. All’allestimento dell’ampia sala interna, dai tavoli di marmo di Via Sersale, nella zona di Forcella dove erano servite 2500 pizze il giorno di proprietà del capostipite all’avveniristico lavoro eseguito dallo studio di Raro Design che ha predisposto alle spalle della silhoutte del Vesuvio il forno e davanti il grande bancone per l’impasto e il maestro novantenne don Raffaele ha dato il via preparando le prime leccornie per i commensali, giornalisti ed esperti enogastronomi, passando, dopo un caloroso applauso, il testimone al figlio Michele, patron del locale coadiuvato a sua volta dai figli Raffaele in sala e Angela che cura l’angolo bar. Altri tavoli, oltre centotrenta posti, sono stati disposti all’esterno, al momento coperto nell’attesa dell’imminente estate. La cucina è curata dal giovane e promettente chef Antonio Schiano. Gli scatti del pizza photographer, appesi alle pareti, sono di Luciano Furia.
    Ad accogliere i numerosi ospiti la collega Monica Piscitelli, consulente enogastronoma responsabile del sito www.campaniachevai.it, i creativi di Starmedia e il quintetto di musici dell’Accademia Mandolinistica Napoletana che hanno eseguito brani del repertorio classico locale.
    Mantenendo fede alla tradizione il menù della casa, spazia “Tra vecchio e nuovo. In cammino nei Campi Flegrei”.Il benvenuto con l’Asprinio spumante da alberata aversana Magliulo e il nuovo Nastro Azzurro Sprintz, presentato da Ferdinando Luongo e Roberto Borneo come aperitivo. Oltre alle classiche Marinare, Margherite, Michele, all’Ombra del Vesuvio preparate con una pasta lievitata 36 ore con il cornicione basso realizzate con la farina del Molino Caputo, presenti i titolari Antimo ed Eugenio e olio evo di terre Stregate, pomodoro Gustarosso e Mozzarella di bufala Minicaseificio Costanzo; superlativi i fritti, dalla mozzarella in carrozza, al crocchè di patate senza panatura, arancino con pesto di pistacchio di Bronte e riso basmati, in abbinamento la birra belga d’Abbazia, St.Stefanus. Alla fine un dolce Cheese cake al limone della casa. Eccellente il servizio di sala. A poca distanza, in Via Con salvo, un garage convenzionato.

M.Carillo

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Tags: pizza
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