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Contadine di ieri, oggi e domani

Contadine di ieri, oggi e domani

Autore: Maddalena/domenica 25 settembre 2016/Categorie: Territori , Piemonte, Valorizzazione dei patrimoni eno-gastronomici

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Recentemente ha destato meraviglia e clamore la notizia che in America le donne conducono con profitto fattorie e aziende agricole nella cui gestione invece hanno fallito gli uomini loro predecessori. Anche molte italiane arricchiscono il ‘tesoro’ di beni agroalimentari del Belpaese con tante produzioni e attività di successo. Come Vittorina Maratelli, la bambina nella foto in braccio a suo padre, Giovanni, e insieme allo zio, Francesco, figli di Mario, donna che coltiva l’eredità di famiglia, la genealogia del riso Maratelli.

Dopo il rocambolesco e folgorante esordio nella campagna vercellese e la brillante carriera nazionale e internazionale, un repentino declino aveva fatto dimenticare le qualità dei chicchi che ora attirano l’attenzione della nuova generazione di contadini impegnati a incrementare le produzioni biologiche. Un progresso che procede facendo ‘passi indietro’ sulle proprie tracce, cercando nuovi solchi nel ricordo di tecniche che aveva sorpassato e sementi aveva scartato. Come i granelli messi a coltura nel 1914 da Mario Maratelli, alla cui figura emblematica è dedicata l’associazione culturale fondata per contribuire alla semina e crescita con l’apporto di conoscenze su origine e caratteristiche della varietà di riso di cui porta il nome e custodisce la memoria storica.

Vittorina Maratelli non vede solo il lato negativo dei cambiamenti che ne hanno provocato la sua scomparsa dai campi coltivati. Ammirando le nuove messi pronte per il raccolto nelle risaie intorno alla cascina di famiglia ad Asigliano, osserva: “Qui mia madre ha lavorato tanto, senza risparmiarsi”.

Infatti, la campagna dove è nato il riso Maratelli è una terra che adesso si lavora con macchinari che fanno quasi tutto quello che prima erano i mestieri svolti a mano da tante ‘braccia’ di uomini e donne, anche bambini. Le nuove generazioni di donne emancipate che si dedicano all’agricoltura stanno prendendo posto alla guida e alla manovra dei trattori, mansioni tradizionalmente maschili, mentre operano nei tanti ambiti professionali dell’odierna attività risicola, molto diversi da quelli del passato, in cui hanno da tempo assunto ruoli dirigenziali, gestionali, amministrativi e rappresentativi. Ma ogni nodosità delle ossa e ogni ruga e cicatrice sulla pelle ha lasciato segni indelebili della durissima e logorante fatica che i contadini hanno sopportato e, come testimonia Vittorina Maratelli, non dimenticano:
« Le donne ‘del riso’ sono in prima fila nell’impegno per la conservazione delle tradizioni agresti, la tutela del mondo rurale e la promozione dell’agricoltura sostenibile - spiega Vittorina Maratelli - Attività e iniziative in cui riversano abilità e competenze spiccatamente femminili, come in passato, quando prima e dopo il lavoro in risaia, nelle stalle e nell’aia, cucinavano, rammendavano e facevano ‘i mestieri’ di casa… ».

Le nuove contadine sono donne attive, dinamiche e intraprendenti, protagoniste della manifestazione “Terra Madre - Salone del Gusto” organizzato da Slow Food a Torino, nel cui ambito è proposto il “Festival Internazionale della cucina mediterranea” il cui programma è presentato con le parole di Giuseppina Calcia, 82enne nata, cresciuta e vissuta a San Salvario, dove la manifestazione ha svolgimento: “Il cibo avvicina le diverse popolazioni che abitano questo quartiere, oggi più che mai specchio di una società multietnica”.

Argomenti di cui trattano le ‘ricette’ di Dieta Mediterranea per i Global Goals e della World Largest Lesson, la campagna educativa promossa per divulgare tra i giovani la conoscenza degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, quest’anno focalizzata sul tema della parità di genere : “In relazione alle funzioni sociali che assolvono tramandando ricette di cucina, usanze per feste e celebrazioni e abitudini e rituali quotidiani, alle donne è riconosciuto uno ruolo attivo e positivo dalla Dieta Mediterranea, dal 2010 un patrimonio culturale iscritto nell’elenco UNESCO di eredità immateriali dell’umanità (…) Nel campo dell’agricoltura, in cui la cultura della Dieta Mediterranea è una fonte inesauribile di antica sapienza, le donne rappresentano una risorsa importante anche perché, come afferma Vandana Shiva « è alle donne che dobbiamo chiedere come fare per avere un’alimentazione sana e corretta (…) Abbiamo bisogno della non-violenza, della diversità e multifunzionalità che le donne possono conferire all’agricoltura»” .

Analisi in cui infatti si riflettono il ricordo delle mondine, prime alla guida del movimento per l’emancipazione femminile, le testimonianze di Vittorina Maratelli sul ruolo delle donne in agricoltura e le sue acute considerazioni sui tanti ‘mestieri’ delle contadine nel passato, nel presente e nel futuro.

RISO MARATELLI - Un prodotto tipico vercellese di fama nazionale e internazionale, è ‘figlio di un’epoca’, il Novecento, in cui è nato nel 1914 per germinazione spontanea di un ibrido naturale della semente Chinese Originario del gruppo Japonica. Una piantina che è stata adottata, e moltiplicata, da un contadino la cui storia si intreccia e sovrappone a quella della sua ‘creatura’. Un bambino abbandonato alla nascita, nel 1879 a Vercelli, per una serie di traversie allevato in tre famiglie, dall’ultima Mario Maratelli venne nominato erede di una cascina con terreni ad Asigliano, campi in cui un giorno notò una spiga particolare, più alta e precoce delle ‘sorelle’ e con una pannocchia molto florida, abbondante di chicchi. Ma era l’anno in cui scoppiava la guerra, quindi fu al ritorno dalla campagna militare che, con le proprie attenzioni e cure, Mario Maratelli riuscì a farne germogliare i semi e generare una nuova varietà di riso, nel 1921 iscritta nel registro nazionale con la denominazione di ‘riso Maratelli’, di cui sono stati subito riconosciuti i pregi e che per oltre mezzo secolo ha dominato sulla mensa nelle famiglie più abbienti e trionfato sulla tavola ‘delle feste’ di tutti gli italiani. Siccome però le sue spighe sono ‘intolleranti’ ai diserbanti chimici, negli anni Ottanta del ‘secolo breve’ la loro coltivazione venne soppiantata da altre, più redditizie, i cui metodi hanno causato danni ambientali a cui adesso, agli inizi del nuovo millennio, è urgente porre rimedio con soluzioni immediate e lungimiranti, come l’impiego della portentosa piantina di riso nata nel campo di Mario Maratelli.

di Maddalena Brunasti

Associazione culturale RISO MARATELLI 1914

Asigliano Vercellese, VC
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‘ricetta’ di DIETA MEDITERRANEA per la WORLD LARGEST LESSON

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