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Cucina Borbonica

Cucina Borbonica

Autore: M.Carillo/lunedì 13 novembre 2017/Categorie: Territori , Campania

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  Ricevere un comunicato stampa con la dicitura Archivio Storico, ti aspetti di partecipare ad una conferenza di professoroni, intellettuali che raccontano, commentano antichi documenti, custoditi in polverosi scaffali.
     Arrivati all’indirizzo indicato in Via Scarlatti, numero 30 al Vomero a poca distanza dal Museo di San Martino e Castel Sant’Elmo, l’insegna indica un bar premium; entrati un banco per la mescita di bibite e vino e una scala che ti porta ad una serie di ambienti da sembrare una pinacoteca, curata in ogni particolare con quadri alle pareti e, addirittura alla soffitta, un pianoforte e documenti di primati di personaggi della repubblica delle due sicilie.
     Sulla destra una modernissima cucina, nella prima sala un busto di san Gennaro, in effetti, siamo entrati in un rinomato ristorante con ricco menù che si rifà ai ricettari della corte borbonica, corredato da foto e antiche ricette, dove si presentano piatti e la storia della cucina partenopea, rielaborata con fantasia e creatività dal monzù (cuochi antica nobiltà) dei giorni nostri Roberto Lepre, executive chef che entusiasta spiega ai convenuti: “Il nostro “banchetto” si apre con una selezione di “sfizioserie” tipiche della tradizione culinaria napoletana, nate dalla semplicità popolare e via via rese nei secoli sempre più elaborate dalla commistione delle diverse influenze francesi e spagnole fino a tramandarne i sapori e il gusto fino ai giorni nostri”. 

I nostri classici – aggiunge – sono uovo in purgatorio; polipetti alla Luciana; La parmigiana; Gateau; Vermicelli alla Borbonica; La genovese; il sortù: frittura di paranza; Lingotto di stoccafisso; il soffritto; la pastiera; il babà; la caprese, i prezzi sono in Ducati e Carlini, tradotti euro. Altri attori dell’allegra brigata in cucina, Salvatore Incoronato resident chef; Antonio Molfetta e Ciro Della Capa chef de partie.
     A sua volta, al folto gruppo di giornalisti e fotografi, convenuti su invito dell’ufficio stampa, curato da Maria Consiglia Izzo e Grazia Guarino,  Luca Iannuzzi, patron del Ristorante, Cavaliere di Merito del Sacro Militare ordine costantiniano di San Giorgio di Napoli, chiarisce con passione e sobrietà:  “L’Archivio Storico è un omaggio alla gloria della Napoli che fu. Le cinque sale principali sono dedicate ai Re delle Due Sicilie (Carlo, Ferdinando, Francesco I, Ferdinando II e Francesco II) e alle rispettive Regine. Ci sono immagini che rappresentano i momenti salienti della vita del Regno e una serie di ‘punti di vista’ (culturali, storici, antropologici e ora anche gastronomici) omessi dalla storiografia negli ultimi 150 anni”.
       Il locale caratterizza le serate dei napoletani abbinando ad ottimi vini e cocktail iniziative culturali, musica ed eventi di spessore.

 

M.Carillo

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