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Il fagiolo VERDON:un patrimonio di bontà

Il fagiolo VERDON:un patrimonio di bontà

Autore: Gusto landia/lunedì 5 settembre 2016/Categorie: Territori , Veneto

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Data evento: 10/09/2016 17:00 - 20:00 Export event

L’antica cittadina romana denominata Altinum ( Altino, oggi una frazione del comune di Quarto d’Altino) fu un importante centro commerciale, nodo cruciale per le rotte tra il Mediterraneo e l’Europa settentrionale, sorto nella località di cui si ha testimonianza di frequentazioni abituali sin dalla preistoria, in VIII-V millennio a.C., e stabilmente popolata dall’Età del bronzo (XV-XIII secolo a.C.). Tra le curiosità che attestano la sua rilevanza nella storia antica, anche la fama dei cavalli allevati dai Veneti, agili e velocissimi, tanto che negli Scolii ad Euripide è ricordata la vittoria di un cavallo veneto nella 85ª Olimpiade, giocata nel 440 a.C., e si ha notizia che nella prima metà del IV sec. a.C. il famoso tiranno di Siracusa Dionigi si sia recato in Veneto proprio per acquistare cavalli da corsa – bronzetto di cavallo rinvenuto in loc. Fornace, Altino.

Dalla fine del VI sec. a.C. fino al 452 d.C., quando venne saccheggiata dagli Unni condotti da Attila e in seguito ripetutamente assediata da Longobardi e Ungari, Altino è stata un porto di importante collegamento tra Aquileia e gli empori di Spina e Adria. Oltre alle incursioni delle orde barbariche, a determinare il suo declino, e il trasferimento dei suoi abitanti negli isolotti della Laguna Veneta, l’area in cui sorse Venezia, furono i cambiamenti ecosistemici: le condizioni climatiche e ambientali legate all’innalzamento del livello del mare e all’abbandono del sistema di regolazione idraulica.

Prima, come testimoniano i reperti archeologici, alcuni di recente rilevamento – strade lastricate, edifici e costruzioni, tra cui un anfiteatro dal diametro quasi pari a quello dell’Arena di Verona – fu un crocevia di traffici mercantili e culture, e il suo territorio, cosiddetto agro altinate, visione aerea centuriasi estendeva sulla regione compresa fra i fiumi Muson e Sile, confini idrogeografici che ne separavano la zona rispettivamente da quelle delle municipalità di Padova e di Asolo e Treviso. Un’area che, secondo gli storici, a cominciare dal 49 a.C. venne suddivisa con il tradizionale sistema romano della centuriazione, di cui rimane traccia visibile nell’attuale delimitazione dei campi coltivati nella vasta pianura emiliana, romagnola e veneta.

Nella fertile terra altinese si seminano e raccolgono pregiati cereali, ortaggi e legumi, in particolare una antica varietà di fagiolo, il verdòn, recentemente ‘riscoperto’ dalla condotta locale di Slow Food, a cui è dedicato un evento organizzato a cura del team LE COMPANATICHE di Associazione SAPERE SAPORI in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Altino, dove viene proposta una visita del sito e delle sale espositive con degustazione della celebre pasta e fasioi, piatto tipico della gastronomia locale per l’occasione cucinato dall’Associazione Fagiolo Verdon e spiegato dall’archeobotanico Mauro Rottoli, che illustrerà la storia del legume antico patrimonio di Quarto d’Altino e del Basso Piave e dei molti semi nutrienti per un futuro sostenibile a cui è dedicato il 2016 – #IYP, anno internazionale dei legumi indetto dalla FAO e il programma didattico per l’a.s. / a.a. 2016-17 di ricette di Dieta Mediterranea per i Global Goals.

 

Tra archeologia e legumi: Aperitivo al Museo Archeologico Nazionale di Altino

Sabato 10 settembre dalle ore 17:00 alle ore 20:00
infomazioni e adesioni on-line >  FACEBOOK

 

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