L’agriturismo in città è una realtà grazie a La locanda del Nero

L’agriturismo in città è una realtà grazie a La locanda del Nero

Autore: Vera De Luca/lunedì 3 dicembre 2012/Categorie: Info e News

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Tutto è iniziato dalla grande competenza che caratterizza l’azienda agricola, “Quercete” di S.Potito Sannitico nell’alto casertano nell’ allevare il maialino nero casertano, i bovini di razza bruna alpina e la pecora laticauda in via di estinzione. Grazie alla caratteristica di trattenere il grasso nella larga coda («latus» vuol dire largo e «cauda» significa coda), è possibile la produzione di pecorino (presidio slow food) e di carne priva di acido caprilico. La dimensione della coda, una sorta di escrescenza adiposa, permette di accumulare il grasso durante il periodo di abbondanza di pascoli che sfrutta durante i periodi di siccità e contestualmente rende la carne della pecora più magra e quindi a basso contenuto di colesterolo.
«La “Quercete”, un esempio tipico di azienda integrata - dice l’Amministratore, Alfredo Malva - si estende su di una superficie di circa 50 ettari ed è confinante con il bosco demaniale, in un’ area di grande pregio paesaggistico. Di recente l’allevamento è entrato a far parte dell’associazione ANFOSC - formaggi sotto il cielo, con pascoli anche nel parco del Matese, dove si pratica ancora la transumanza».  

 È da qualche anno che si è affiancata all’azienda la catena di ristoranti “La Locanda del Nero”, che prende il nome dal tipico maialino casertano, con l’obiettivo di portare sulla tavola di chi vive in città, secondo la filosofia del chilometro zero  che  vuole cibi sani e freschi, tipicità del territorio, micro produzioni non massificate. 

Questa realtà ben si colloca tra l’agriturismo e il ristorante di città. È da poco più di sei mesi che si è innamorato di questa dinamica realtà, Renato Martino, il primo chef casertano insignito della stella Michelin. « La Locanda del Nero - egli afferma - è una piccola catena di ristoranti, che ha aperto la sua prima location a Caserta, poi a Teano e a seguire ha messo le radici all’Hotel Miralago nel Parco regionale del Matese e a Napoli, in Via Chiatamone 53. L’obiettivo è quello di regalare, anche a chi non si può spostare dalla città, sapori e cibi genuini come se si vivesse in piena natura».

L’impegno che darà a questa iniziativa lo chef, Renato Martino, che dal 2007 ha ottenuto la stella Michelin, per il suo ristorante di Vairo al Volturno, sarà la guida tecnica di tutti i ristoranti all’insegna della qualità e della semplicità, valori che “La Locanda del Nero” incarna. Egli ha da sempre una grande passione nel cassetto: la cucina. Passione che ha iniziato nel ristorante di famiglia al Vairo del Volturno, fondato nel 1964 dal nonno Renato, per poi rivolgersi altrove per ingrandire il suo bagaglio di esperienza. Ma è qui nella sua terra di origine che è ritornato con la sua “rivoluzione” culinaria, proponendo porzioni più piccole ed accostamenti moderni, a garanzia di alta qualità e professionalità.

La filosofia di Renato per “La locanda del Nero” è: qualità, semplicità e territorio che rappresentano lo standard di riferimento che intende trasferire ai cuochi delle strutture. Ma il suo impegno va oltre… Egli vuole dare delle dritte anche a chi vuole imparare una cucina salutare attraverso lo “Show Cooking School”.  Si tratta di corsi di cucina rivolti sia ad un target giovane che ai meno giovani, sia ai singoli che alla coppia, i quali armati di cappello e grembiule potranno trascorrere due ore di relax e divertimento presso “La Locanda del Nero”, imparando dallo chef stellato le tecniche indispensabili per cucinare e sperimentando sul campo ogni passaggio per poi poterle riproporre a casa propria. La catena ristorativa vuole fidelizzare anche i giovani venendo incontro alle loro esigenze e… alle loro tasche. Non a caso l’Azienda ha scelto per la migliore immagine della struttura uno staff under 30 che si occupa del marketing con Sergio Menichini, mentre le relazioni pubbliche e i contatti con la stampa sono curati da Nadia Maria Nacca.

 

Vera De Luca

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1 commenti sull'articolo "L’agriturismo in città è una realtà grazie a La locanda del Nero"

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M.Carillo

23/07/2013 17:57

Guida Migliori Pizzerie di Napoli

Pochi minuti di attenta consultazione del vademecum di Monica Piscitelli, Guida alle Migliori Pizzerie di Napoli e della Campania per scegliere una delle numerose pizzerie presenti sul territorio e apprezzare l’arte divinatoria degli operatori dell’arte bianca e gustare uno dei piatti più rinomati al mondo, nato per i poveri e apprezzato dai ricchi.

Il volume, formato tascabile, 204 pagine, 10 euro, edito dall’Ippogrifo, disponibile in tutte le librerie e su iPad e iPhone, scaricabile tramite Apple Store, presentato nei Pizzalab, laboratori di studio e ricerca della pizza d’autore, curati dall’autrice del libro, elenca una sessantina di pizzerie, raccontando tradizioni storiche, posizione topografica, monumenti nelle vicinanze da visitare, glossario del Pezzajuolo scritto con Raffaele Bracale (esperto idioma napoletano) e con recensioni e valutazioni della Piscitelli, laureata in economia, Master universitario in Tradizioni e Culture del Mediterraneo, giornalista enogastronomia, associata all’Arga e responsabile del sito, aggiornato in tempo reale, www.campaniachevai.it . La prefazione della Guida è del collega Luciano Pignataro, giornalista del quotidiano Il Mattino e responsabile del seguitissimo sito www.lucianopignataro.it.

“Scopo della pubblicazione – ha dichiarato la Piscitelli – offrire al turista e al cittadino napoletano l’indicazione per riconoscere un’eccellente pizza e la storia di antiche famiglie di artigiani del forno”.

La pizza napoletana è rappresentativa della cultura partenopea. Storie, segreti, curiosità di un’arte millenaria sono descritti con amore e passione dalla ricercatrice. Si parte dal repertorio tecnico del pizzaiolo, breve storia del locale, come raggiungerlo e contattarlo, indicazione delle specialità, valutazione delle dieci Top Migliori Pizzerie (Pala d’Oro), Top 5 migliore Margherita (mozzarella, pomodoro, basilico) Top 5 Migliore Ripiene (salame e ciccioli), Top 5 Migliore Creativa (esclusiva del locale) e le nuove “best Pizza Fritta” (ricotta, cigoli, salame) e “Best Pizza a libbretta”, vale a dire piegata in due e pizza “oggi a otto” di vecchia memoria, tornata in voga con lo spending review, dove il cliente può pagarla entro otto giorni e in aggiunta, di ogni pizzeria, sono individuate le eccellenze e gli assaggi da non perdere dalla pizza rustica al migliaccio salato, alle fritturine. Il turismo è la risorsa del futuro e una guida di enogastronomia e del luogo che si sceglie da visitare può essere di grande aiuto.

info@edizionidellippogrifo.it - tel. e fax +39 081 517.70.00.

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